venerdì 21 gennaio 2011

I ragazzi che si amano

"I ragazzi che si amano si baciano in piedi

  Contro le porte della notte

  E i passanti che passano li segnano a dito

  Ma i ragazzi che si amano

  Non ci sono per nessuno

  Ed è la loro ombra soltanto

  Che trema nella notte

  Stimolando la rabbia dei passanti

  La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia

  I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno

  Essi sono altrove molto più lontano della notte

  Molto più in alto del giorno

  Nell'abbagliante splendore del loro primo amore".


                       Jacques Prevert



                                                      
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore


martedì 18 gennaio 2011

Canto V

" Da mi basia mille, deinde centum,

  dein mille altera, dein secunda centum,

  deinde usque altera mille, deinde centum."


                               Catullo


                                                                  

                                                

Il nemico

"- Ecco, sono all'autunno delle idee,

    e di pala e rastrelli bisogna lavorare

    per rimettere a nuovo questa terra inondata

    dove l'acqua scava buchi grandi come tombe."


                             Charles Baudelaire


                                                                
                                          

lunedì 17 gennaio 2011

Aforisma

La solitudine mi rassicura: mi dà la sicurezza che almeno una persona ci sia.


             Tania Pignanelli




                                               

Eros

Eros (Cupido per i Romani), era il dio dell'amore. Nella Teogonia di Esiodo, Eros è considerato come un dio creatore, il primo dio, nato dal Caos primordiale contemporaneamente a Gea; senza lui nessuno degli altri dei sarebbe sorto. Dal VI  secolo prima della nostra era è, innanzitutto, il dio della passione; per questo attributo, ha ispirato quasi tutti i poeti e gli artisti. Più tardi, si concordò nel vedere in lui il figlio di Afrodite e di Ermes (o di Ares) Secondo altre fonti più recenti sarebbe i figlio  di Iride e del vento d'Ovest (Zefiro). 
Eros era oggetto di un culto particolare a Tespie in Beozia , dove si celebravano, ogni quattro anni in suo onore, delle feste dette Erotidie.
Il nostro dio era un ragazzo turbolento che non aveva alcuna considerazione per la sua età né per le situazioni nelle quali agiva. Volava con ali d'oro e tirava le sue frecce a casaccio.
Ecco alcuni episodi inerente Eros:
  • Venne associato anche a Psiche, e si diede a questo mito un significato simbolico. Il suo amore per Psiche fu osteggiato da Afrodite con ogni mezzo ed ebbe esito felice solo per l'intervento di Zeus, a patto che Eros da allora innanzi gli procurasse le fanciulle più belle.
  • Eros - Musei CapitoliniRacconta una leggenda che un giorno Afrodite si lamentò con la deaThemis del fatto che il piccolo Eros non crescesse, così la saggia dea le rispose che il bimbo non sarebbe mai cresciuto finché non fosse giunto l'amore di un fratello. Afrodite si unì ad Ares e generò Anteros, da quel momento i due fratelli crebbero insieme, ma ogni volta che Anteros si allontanava da Eros, quest'ultimo ritornava fanciullo. Questo mito insegna che l'amore (Eros) per crescere ha bisogno di essere corrisposto (Anteros).
  • In occasione di una passeggiata, Afrodite ed Eros furono sorpresi dal drago Ladon. Fuggendo, furono fermati dal corso dell'Eufrate in piena. Minacciati dal drago, Afrodite pregò Zeus di aiutarli; due pesci emersero delle acque collegati da una fune. I due saltarono nell'acqua e si appesero alla fune raggiungendo l'altra riva senza danno. Per ringraziare i pesci, Zeus li mise nella costellazione dello stesso nome.
  •  Eros pensò di uccidere il gigante Porphyrion, figlio Gaia, e gli scoccò una freccia colpendolo al fegato, cosa che trasformò la sua collera in desiderio ed il gigante tentò di violentare Era. Fu fulminato da Zeus ma rimase soltanto ferito e si sollevò; Apollo gli scoccò allora una freccia nell'occhio sinistro ed Ermes lo colpì con una freccia nell'occhio destro o fu ucciso da una freccia scagliata da Eracle (Ercole).
-Amor Vincit Omnia - una rappresentazione del dio dell'amore, Eros. Caravaggio, c. 1601-1602.

Mitologia greca

Il principio era il Caos. Una forza ignota fece sì che cominciassero a separarsi tutti gli elementi del Caos e, da questi, si generarono Gea (la Terra), Eros (l'Amore), il Tartaro (l'Inferno), l'Erebo (la Tenebra) e la Notte. In un secondo tempo, l'Erebo generò l'Etere (il Giorno), mentre Gea diede vita a Urano (il Cielo) e a Ponto (il Mare).
I genitori dei primi esseri soprannaturali dell'olimpo greco furono Urano e Gea che cominciarono ad avere figli con 50 teste e 100 mani ognuno e furono chiamati Ecatonchiri; i Ciclopi, i loro fratelli più giovani, erano giganti con un solo occhio in mezzo alla fronte. Il loro aspetto era così mostruoso che il padre, disgustato, li nascose nelle viscere della Terra. I Titani, ultimi figli, erano 12; di questi, alcuni formavano coppie: Oceano e Teti, Crono e Rea, Iperione e Tea, Giapeto, Mnemosine, Temi, Crio, Ceo e Febe.
Gea chiese aiuto ai figli Titani affinché punissero la ferocia di Urano. Crono, l'ultimo dei Titani, il più indignato, acconsentì e, aggredendolo nel sonno, lo mutilò. Dal sangue di Urano nacquero i Giganti, le Erinni e le ninfe Meliadi; inoltre, da alcune sue membra, cadute in mare, nacque Afrodite, dea della bellezza e dell'amore. Crono sposò la sorella Rea e divorava la sua prole allo scopo di sfatare una predizione secondo la quale sarebbe stato detronizzato da uno dei suoi figli. La moglie, dopo la nascita di Zeus, riuscì ad ingannarlo dandogli da mangiare una pietra avvolta in fasce.
Zeus fu allevato da un pastore di Creta, e da adulto affrontò il padre e lo costrinse a restituire i figli ingoiati, liberò dal Tartaro i Ciclopi e gli Ecatonchiri. Crono, con l'aiuto dei Titani cercò di abbattere Zeus che riuscì, dopo dieci anni di guerra e con l'aiuto dei fratelli che si schierarono a suo favore, a sbaragliare il padre conquistando il primo posto dell'olimpo greco.

il mondo come volontà e rappresentazione

http://www.atuttascuola.it/collaborazione/angelotti/arthur_schopenhauer.htm

Facile e comprensiva sintesi della volontà e della rappresentazione secondo Arthur