E' l'individuo, il soggetto conoscente, quello che dà la parola dell'enigma; e questa si chiama volontà. Questa parola, questa sola, offre al soggetto la chiave della propria esistenza fenomenica; gliene rivela il significato, e gli mostra il meccanismo interiore che anima il suo essere, il suo fare, i suoi movimenti. Al soggetto conoscente che deve la sua individuazione all'identità con il proprio corpo, esso corpo è dato in due maniere affatto diverse: da un lato come rappresentazione intuitiva dell'intelletto, come oggetto fra oggetti, sottostante alle loro leggi; ma insieme dall'altro lato, è dato come qualcosa di immediatamente conosciuto da ciascuno, e che vien designato col nome di volontà.
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L'atto volitivo e l'azione del corpo non sono due stati differenti; conosciuti in modo obiettivo, e collegati secondo il principio di causalità; non stanno tra loro nella relazione di causa ed effetto: sono, al contrario, una sola e medesima cosa che ci è data in due maniere essenzialmente diverse: da un lato immediatamente, dall'altro come intuizione per l'intelletto. L'azione del corpo non è che l'atto della volontà oggettivato, cioè divenuto visibile all'intuizione.
tratto da "Il mondo come volontà e rappresentazione"
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sabato 5 marzo 2011
giovedì 24 febbraio 2011
Il mondo come volontà e rappresentazione_Sapere e scienza
S'è visto che il sapere non deriva dalla ragione; ma, procacciato per altra via (come conoscenza intuitiva), riceve poi dalla ragione che lo accoglie la forma ben diversa di conoscenza astratta. Ogni sapere, cioè ogni conoscenza elevata alla conoscenza in abstracto, sta alla scienza propriamente detta, nell'identica relazione con cui un frammento sta al tutto. Ciascun uomo, con l'esperienza, con l'osservazione di molti fenomeni, riesce ad acquisire una conoscenza di cose particolari, ma verso la scienza procede soltanto chi si propone di acquistare, intorno a qualsiasi classe di oggetti, una precisa cognizione in abstracto, isolando questa classe con l'aiuto del concetto.
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La via seguita per arrivare alla conoscenza, e cioè il passaggio dal generale al particolare, la distingue dal sapere comune; sicché la forma sistematica è un elemento essenziale e caratteristico della scienza. La connessione delle sfere dei concetti più generali di ogni scienza, cioè la conoscenza dei suoi supremi principi, è la condizione indispensabile per il suo apprendimento.
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Era già noto agli scolastici che, siccome il sillogismo esige due premesse, nessuna scienza può partire da un principio unico irriducibile, ma ne suppone parecchi, per lo meno due. Le scienze di vera e propria classificazione ( zoologia, botanica, ed anche fisica e chimica, in quanto riconducono tutte le azioni inorganiche ad un piccolo numero di forze elementari) possiedono la massima subordinazione. Al contrario, la storia non ne ha propriamente alcuna. Infatti, quello che vi è di generale nella storia non consiste che in un esame dei periodi principali; ma i fatti particolari, benché subordinati ai periodi quanto al tempo, vi si debbono ritenere soltanto coordinati quanto al contenuto, non essendo possibile dedurli dai caratteri generali dei periodi. Sicché la storia, parlando con rigore, è un sapere, non già una scienza.
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L'intuizione, sia pura ed a priori come in matematica, sia empirica a posteriori come nelle altre scienze, è la sorgente di ogni verità ed il fondamento di ogni scienza.
tratto da "Il mondo come volontà e rappresentazione"
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La via seguita per arrivare alla conoscenza, e cioè il passaggio dal generale al particolare, la distingue dal sapere comune; sicché la forma sistematica è un elemento essenziale e caratteristico della scienza. La connessione delle sfere dei concetti più generali di ogni scienza, cioè la conoscenza dei suoi supremi principi, è la condizione indispensabile per il suo apprendimento.
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Era già noto agli scolastici che, siccome il sillogismo esige due premesse, nessuna scienza può partire da un principio unico irriducibile, ma ne suppone parecchi, per lo meno due. Le scienze di vera e propria classificazione ( zoologia, botanica, ed anche fisica e chimica, in quanto riconducono tutte le azioni inorganiche ad un piccolo numero di forze elementari) possiedono la massima subordinazione. Al contrario, la storia non ne ha propriamente alcuna. Infatti, quello che vi è di generale nella storia non consiste che in un esame dei periodi principali; ma i fatti particolari, benché subordinati ai periodi quanto al tempo, vi si debbono ritenere soltanto coordinati quanto al contenuto, non essendo possibile dedurli dai caratteri generali dei periodi. Sicché la storia, parlando con rigore, è un sapere, non già una scienza.
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L'intuizione, sia pura ed a priori come in matematica, sia empirica a posteriori come nelle altre scienze, è la sorgente di ogni verità ed il fondamento di ogni scienza.
tratto da "Il mondo come volontà e rappresentazione"
lunedì 17 gennaio 2011
il mondo come volontà e rappresentazione
http://www.atuttascuola.it/collaborazione/angelotti/arthur_schopenhauer.htm
Facile e comprensiva sintesi della volontà e della rappresentazione secondo Arthur
Facile e comprensiva sintesi della volontà e della rappresentazione secondo Arthur
lunedì 3 gennaio 2011
il mondo come volontà e rappresentazione
" Come in genere l'oggetto non esiste che per il soggetto, quale sua rappresentazione, così ogni singola classe di rappresentazioni si riferisce ad una funzione determinata dal soggetto, che si chiama facoltà conoscitiva. "
Tratta da "Il mondo come volontà e rappresentazione"
Tratta da "Il mondo come volontà e rappresentazione"
sabato 1 gennaio 2011
L' essenza della materia
"L'essenza della materia è infatti il suo divenire: e neppure è pensabile possa competerle altra essenza al di fuori di questa. Soltanto con l'azione la materia riempie lo spazio ed il tempo. La sua azione sull'oggetto immediato ( esso stesso materiale) è condizione indispensabile della percezione, senza la quale non può esistere la materia; l'azione poi di un qualsiasi oggetto materiale su di un altro può esser conosciuta solo in quanto quest'ultimo agisce a sua volta sull'oggetto immediato in maniera diversa da prima: tale azione consiste solo in ciò. Causa ed effetto: ecco dunque tutta l'essenza della materia: il suo essere unicamente nel suo agire.
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Lo spazio ed il tempo possono però essere intuitivamente conosciuti, ciascuno per sé ed indipendentemente dalla materia, ma questa non può venire percepita senza spazio e tempo. La forma, che è inseparabile dalla materia, presuppone già lo spazio; e d'altra parte l'attività, in cui unicamente consiste l'essenza della materia, implica sempre una variazione, ovvero una determinazione, del tempo. Ma la materia non presuppone lo spazio e il tempo separatamente presi; la sua essenza è costituita dall'unione di entrambe poiché tale essenza consiste nell'attività e nella causalità."
tratto da "Il mondo come volontà e rappresentazione", Arthur Schopenhauer
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Lo spazio ed il tempo possono però essere intuitivamente conosciuti, ciascuno per sé ed indipendentemente dalla materia, ma questa non può venire percepita senza spazio e tempo. La forma, che è inseparabile dalla materia, presuppone già lo spazio; e d'altra parte l'attività, in cui unicamente consiste l'essenza della materia, implica sempre una variazione, ovvero una determinazione, del tempo. Ma la materia non presuppone lo spazio e il tempo separatamente presi; la sua essenza è costituita dall'unione di entrambe poiché tale essenza consiste nell'attività e nella causalità."
tratto da "Il mondo come volontà e rappresentazione", Arthur Schopenhauer
mercoledì 29 dicembre 2010
oggetto: rappresentazione
Nessuna verità è dunque più certa, più assoluta, più lampante di questa: tutto ciò che esiste per la conoscenza, e cioè il mondo intero, non è altro che l'oggetto in rapporto al soggetto, la percezione per lo spirito percipiente; in una parola: rappresentazione.
Tutto quanto il mondo include o può includere è inevitabilmente dipendente dalò soggetto, e non esiste che per il soggetto. Il mondo è rappresentazione.
Arthur Schopenhauer
Tutto quanto il mondo include o può includere è inevitabilmente dipendente dalò soggetto, e non esiste che per il soggetto. Il mondo è rappresentazione.
Arthur Schopenhauer
il mondo come volontà e rappresentazione
<< Il mondo è una mia rappresentazione>>: ecco una verità valida per ogni essere vivente e pensante, benché l'uomo possa soltanto venirne a coscienza astratta e riflessa. E quando l'uomo sia venuto di fatto a tale coscienza, lo spirito filosofico è entrato in lui. Allora, egli sa con chiara certezza di non conoscere né il sole né la terra, ma soltanto un occhio che vede un sole, e una mano che sente il contatto d'una terra; egli sa che il mondo circostante non esiste se non come rappresentazione, cioè sempre e soltanto in relazione con un altro essere, con il percepiente, con lui medesimo.
Inizio de "Il mondo come volontà e rappresentazione" di Arthur Schopenhauer
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